ROMA - Il Movimento 5 Stelle non vuole il riordino nazionale dei punti gioco. Lo ha confermato, nel corso della discussione della Manovra in Commissione Sanità, il senatore Giovanni Endrizzi, uno dei referenti del Movimento in materia di gaming. Secondo il parlamentare, la definizione della distribuzione dell’offerta territoriale in materia di gioco d’azzardo, prevista dal Mef in un articolo della legge di Bilancio, “si pone in conflitto con la legislazione regionale che allo stato regolamenta tale distribuzione nel perimetro delle competenze costituzionalmente attribuite alle regioni in materia di tutela della salute". L’osservazione di Endrizzi è stata accolta nel rapporto (favorevole) inviato alla Commissione Bilancio sullo stato di previsione del Ministero della salute per l'anno finanziario 2020 e per il triennio 2020-2022. Nel rapporto è scritto che “occorre valutare l’opportunità di sopprimere il comma 4 dell’articolo 92 (quello della gara e del primo passo per il riordino del territorio, ndr)” perché  in conflitto con le norme di limitazione del gioco approvate dagli Enti locali.
NT/Agipro