ROMA - Secondo quanto letto, la legge di bilancio 2020 «delega il Mef a definire i criteri di distribuzione dell'offerta di azzardo sul territorio. L'obiettivo esplicito sarebbe rendere le concessioni appetibili per fare cassa, a scapito della protezione sociale. Sarebbe un colpo di mannaia alle normative delle Regioni e di Comuni come Torino e Roma, in prima linea contro l'aggressione pervasiva dell'azzardo. Norme che Tar, Consiglio di Stato e Corte costituzionale hanno dichiarato legittime. Stralciarle significherebbe comprimere le Autonomie locali, proprio mentre è in atto un dialogo con le Regioni per ampliarne le competenze». Lo ha scritto il senatore Giovanni Endrizzi (M5S) in una lettera ad Avvenire. «Quel testo contrasta con la tutela costituzionale della famiglia, dell'infanzia (l'età di iniziazione scende anche sotto i 12 anni), della gioventù, della salute, del risparmio, ma anche del lavoro, dal momento che i quasi 20 miliardi persi sono in gran parte sottratti ai consumi delle famiglie e alle filiere a maggior assorbimento di manodopera. Questo è diametralmente all'opposto della politica del Movimento 5 Stelle, che da sempre ha denunciato l'azzardo legalizzato come fattore recessivo e difeso il ruolo di tutela svolto da Regioni e Comuni», ha spiegato.
RED/Agipro