ROMA - Anticipare al 2020 i bandi per le concessioni di slot e VLT, invece di rispettare la scadenza del 2022, significa legarsi «le mani per 9 anni, proprio alla vigilia di una riforma che mira a rendere più sostenibile la situazione, accompagnando il settore verso l'intrattenimento senza vincite in denaro, con la dovuta attenzione alla sorte dei lavoratori». Lo ha scritto il senatore Giovanni Endrizzi (M5S) in una lettera ad Avvenire. «Parliamo di macchine "da casinò" che non possono e non devono rimanere nei luoghi di vita quotidiani. Tant'è che nel programma elettorale del M5S si prevede vengano gradualmente dismesse. Sarebbe poi ancora garantita l'installazione delle slot machine presso bar e tabaccai e delle VLT in sale scommesse e bingo, facilitando cosi il passaggio da una forma di azzardo all'altra», continua. Inoltre «si prevedrebbero poi 50 diritti per l'online, quando sappiamo benissimo che è una delle forme di 
azzardo preferite dai giovanissimi», ha sottolineato. «La partecipazione alle gare sarebbe limitata unicamente agli operatori già presenti sul mercato, limitando la concorrenza e la tutela erariale, senza compensazioni nel contrasto alle infiltrazioni mafiose. Nulla infatti viene introdotto per un miglior recepimento delle indicazioni prodotte dalla Commissione Antimafia. Vorremmo poter sapere chi sono gli investitori in queste società ed escludere semmai quelle che eludono il fisco, grazie a sedi o collegamenti con paradisi fiscali».
RED/Agipro