ROMA – I lavoratori del gioco legale scendono in piazza a Torino per chiedere l’«abrogazione della retroattività e delle norme contenute nella Legge Regionale n.9 del 2 maggio 2016» che disciplina l'esercizio degli apparecchi da intrattenimento, sia slot che videolottery. In Piemonte, infatti, la legge vieta l'installazione delle macchine in locali che distano meno di 300 metri da luoghi sensibili, in particolare nei comuni con popolazione fino a 5mila abitanti, che diventano 500 per quelli sopra questa soglia. Tra i motivi della protesta, poi, anche l’obbligo di rispettare il distanziometro imposto alle attività già esistenti.

I lavoratori, riuniti in piazza per far sentire la propria voce, chiedono inoltre la riapertura di un settore messo in profonda crisi dalle misure per contenere la pandemia da Covid-19; una protesta, quella torinese, che coinvolge uomini e donne del gioco, scesi in piazza per far sentire il proprio appello al mondo della politica, riunita in Consiglio Comunale proprio per decidere il futuro del mondo dei giochi nella regione.

RED/Agipro