ROMA - "La dipendenza, da qualsiasi sostanza o comportamento, è un fenomeno complesso dovuto a vari fattori, individuali, familiari, culturali e sociali. È la quantità di tempo ed energia che si dedica all'oggetto che fa sì che si possa essere definiti dipendenti. Nell'assistenza e nella cura dei soggetti dipendenti la prima difficoltà è ottenere una sufficiente e costante consapevolezza di patologia e una motivazione alla cura, e mantenerla nel tempo". Lo ha spiegato Florinda Maione, presidente Siipac (Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive) del Lazio, nel corso del convegno organizzato dal Codacons a Roma sul gioco patologico e sulla pet-therapy per aiutare i cittadini che hanno sviluppato forme di dipendenza da gioco. "Un giocatore che intraprende il percorso con l'aiuto e il sostegno dei familiari ha molta più possibilità di riuscire di chi intraprende la cura da solo. In questa direzione, inoltre, è molto importante la terapia di gruppo", ha aggiunto la Maione.
Nel corso del convegno sarà presentato il progetto “Il gioco con l'asino non è un azzardo” finanziato dalla Fondazione Intesa SanPaolo e realizzato dal Codacons in collaborazione con S.I.I.Pa.C e RETE ITALIANA IAA (Interventi Assistiti con gli Animali), che si propone di utilizzare l’Onoterapia, dunque gli asini, per ottenere risultati sul piano della comunicazione.
SA/Agipro