ROMA - «Il numero delle operazioni finanziarie sospette nel Lazio è 9.769, i bonifici in entrata dai paradisi fiscali sono 5.706 e quelli in uscita sono 4.372: sono dati che segnano il radicamento e la potenza economica delle mafie sul territorio». Lo ha detto Gianpiero Cioffredi, presidente dell'Osservatorio Sicurezza e Legalità della Regione Lazio, durante la presentazione del terzo rapporto "Mafie nel Lazio", in corso a Roma, relativo al 2017. «La fotografia delle inchieste conferma le tendenze che avevamo già evidenziato: la presenza radicata delle organizzazioni mafiose - come Cosa Nostra, camorra e 'ndrangheta - forma uno scenario criminale complesso, a causa della presenza sul territorio di tanti clan autoctoni (come gli Spada, i Fasciani) che agiscono con metodo mafioso», spiega, descrivendo l'esistenza, a Roma, di «un sistema multilivello, con al centro una pax mafiosa, che è molto preoccupante. Alcune inchieste della fine del 2017 dimostrano che il metodo mafioso non contagia solo la rete criminale, ma si estende in maniera orizzontale al tessuto imprenditoriale della città», conclude.
MSC/Agipro