ROMA - La Corte di Appello di Catanzaro dovrà valutare nuovamente il caso di un ricevitore del Lotto, accusato di concorso in peculato per non aver versato i proventi delle somme provenienti dalle giocate. A stabilirlo è la Corte di Cassazione nella sentenza che accoglie il ricorso del Procuratore calabrese e rinvia ai giudici la questione per un nuovo giudizio. La Corte di Appello aveva assolto il ricevitore ritenendo che non era provata «la condotta di appropriazione», poiché la gestione della ricevitoria era affidata all'imputato e al fratello, responsabile delle giocate i cui proventi non erano stati versati. Tuttavia, ricorda la Cassazione, «tra gli obblighi gravanti sul concessionario vi era quello di gestire personalmente la ricevitoria sotto la stretta osservanza delle disposizioni di legge con obbligo di versare alla scadenza prevista i proventi del gioco». L'imputato  «aveva dedotto che le giocate erano state effettuate dal fratello», tuttavia «nulla avrebbe potuto escludere una corresponsabilità dell'imputato, quale
soggetto comunque gravato dallo specifico dovere di attivarsi». La Corte d'Appello dovrà dunque rivalutare «sia l'effettiva consistenza sul piano probatorio delle deduzioni formulate dall'imputato», sia «il tema dell'eventuale responsabilità a titolo di concorso». LL/Agipro