Alcuni negozi, tra l’altro, stanno pubblicizzando il fatto di aver attivato la lotteria degli scontrini. Sembra nascere una sorta di concorrenza sleale nell’offerta, tra chi può vendere il prodotto e chi non può perché magari ancora sottoposto a restrizioni.

Certamente, il meccanismo crea disparità, c’è un palese conflitto rispetto all’articolo 3 della Costituzione, che prevede l'eguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Si crea in effetti una situazione di concorrenza sleale tra negozianti e non solo: anche tra gli stessi clienti, alcuni dispongono degli strumenti di pagamento e alcuni no. Il sospetto è che si vogliano spingere i consumatori verso il business dei pagamenti digitali.

Un’ultima domanda su giochi e antiriciclaggio. I dati Uif appena comunicati al Parlamento riferiscono di un calo del’11% degli alert antiriciclaggio ma anche di alcune criticità nel contrasto alla criminalità: ad esempio, sono diversi i casi di segnalazione in cui sono presenti persone censite nell’archivio della Direzione Antimafia. Qual è la sua opinione?

I soggetti giustamente segnalati nella relazione di Bankitalia non fanno parte dei consigli di amministrazione delle società autorizzate da Adm. Il dato conferma ancora una volta che l’infiltrazione avviene a valle. Sulla rete occorre fare le azioni più efficaci, mentre non risulta da fonti pubbliche che membri della governance di grandi gruppi di gaming abbiano problemi con segnalazioni e misure antiriciclaggio. (fine) NT/Agipro