ROMA - Una lotteria per sensibilizzare e trovare risorse: è il doppio obiettivo che ha spinto l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti a chiedere di abbinare un concorso nazionale al Premio Louis Braille. "Noi siamo pronti, l'estrazione è prevista per il prossimo 10 settembre, quindi i tempi per distribuire i tagliandi e fare una corretta informazione sono stretti - spiega ad Agipronews Mario Barbuto, Presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Il biglietto dovrebbe costare 3 euro, con un premio da 500 mila euro, parte del ricavato della vendita (tra il 20 e il 40%: è ancora da decidere, ndr) andrà all'Unione quale ente organizzatore che finanzierà le 107 sedi dell’UICI sparse sul territorio e i 20 uffici regionali”.
I biglietti saranno distribuiti, oltre che nelle ricevitorie classiche, anche nella rete dell’Unione. “Organizziamo già tante manifestazioni a premio per sostenere le nostre attività - spiega ancora Barbuto - l'idea dell'abbinamento nasce dall'esperienza storica che caratterizza la lotteria in Spagna (dove la Once, ente dei non vedenti spagnoli, gestisce da sempre il concorso nazionale, ndr) e dall'esigenza di far conoscere le nostre problematiche all'opinione pubblica”. Alcuni esponenti politici hanno mostrato delle perplessità in merito all'abbinamento tra una Onlus e una lotteria, “osservazioni giuste, ma non pertinenti – dice Barbuto - viviamo una situazione di crisi generale: mentre le spese crescono, si tagliano i finanziamenti statali alle associazioni. Certo, non è una soluzione ai problemi, che vanno affrontati con altri strumenti, ma sarebbe un aiuto. Con un biglietto da 3 euro non si spinge certo la gente a giocare d’azzardo, quanto a dare una mano. Siamo fiduciosi che l'operazione sarà efficace sui due profili: avere delle risorse da destinare alle attività dedicate ai non vedenti e far conoscere meglio il Premio Braille e le problematiche che vengono affrontate ogni giorno dall'associazione”.
Da sempre, dunque, in Italia come nel resto d’Europa, le lotterie nazionali e gli operatori del gioco hanno affiancato progetti benefici: in Italia, ad esempio, il settore del gaming fa la sua parte durante la maratona benefica di Telethon. E non solo. Attualmente anche i singoli player, grazie alle ultime frontiere del gioco come il poker, hanno abbracciato iniziative di solidarietà. Un esempio su tutti quello di Matteo Impagliatelli, che ai tavoli online e nei tornei dal vivo siede per la squadra di People’s Poker con il nickname “Il Burbero”, e che ha deciso di fare beneficenza destinando parte dei premi vinti alle famiglie di bimbi con malattie rare.
FP/Agipro
Una lotteria che fa bene, Barbuto (Unione Italiana Ciechi): “Un biglietto da 3 euro per trovare risorse e fare informazione”