ROMA - «Se ci fosse un protocollo di dialogo» tra le autorità che si occupano dei controlli su eventuali anomalie «e la procura federale, saremmo facilitati negli accertamenti sul campo». Lo ha detto Giuseppe Pecoraro, procuratore generale della Federcalcio dal 2016 al 2019, in un'intervista al Corriere dello Sport. «Nel corso delle indagini sulle scommesse ci arrivavano dal dipartimento competente dell'Agenzia delle Dogane notizie su movimenti anomali di gioco su questa o quella partita. Ma, per questioni di privacy, non potevamo sapere i nomi di tesserati o giocatori coinvolti nelle puntate. Credo che ora si interverrà su questo punto e sarebbe un passo avanti», ha sottolineato. «C'è un problema di fondo: quello del rapporto con la magistratura che non può essere di carattere personale. Io avevo contatti istituzionali rafforzati da relazioni personali con prefetti, questure, procure. Questo mi consentiva di ricevere documentazione utile. Io ritengo che tale collaborazione vada formalizzata», ha spiegato. «Oggi non esiste da parte nostra una vera e propria attività investigativa. È un caso specifico che però rende l'idea di quello che servirebbe. Cosa assurda: della commissione di pubblica sicurezza sulle scommesse sportive fa parte un rappresentante della federazione e non uno della procura».
RED/Agipro