ROMA - Una misura «illegittima e motivata». Così l’avvocato Filippo Boccioletti, consulente dell’associazione di gestori slot Astro, commenta l’ordinanza del sindaco di Roma con la quale sono stati introdotti limiti orari per gli apparecchi da gioco. Dopo l’entrata in vigore del provvedimento  l’orario di funzionamento è fissato dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle 18.00 alle 23.00. Le misure prese dal Comune, spiega l’avvocato in una nota «risultano palesemente sproporzionate rispetto ai numeri del fenomeno del gioco patologico riscontrati sul territorio comunale». Dall’istruttoria alla base dell’ordinanza, emerge che a fine 2017 «Roma ha riportato 323 casi di gioco patologico». Un numero ancora contenuto che, secondo Boccioletti, è sproporzionato rispetto ai limiti previsti dal Comune. In ballo, si legge ancora, «ci sono 1700 sale che corrispondono a 1700 imprenditori e alle loro famiglie», che potrebbero essere danneggiate fagli inevitabili tagli di incassi. Oltre ai danni per l’erario, l’avvocato critica «il travisamento» rispetto a quanto previsto dall’accordo trovato nel 2017 in Conferenza Unificata: «Le regioni, gli enti locali ed il Governo hanno stabilito che gli orari del gioco nell’arco della giornata sono definiti d’intesa con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli» e che il limite massimo per l’interruzione dell’attività è di «6 ore massime al giorno». Ulteriore perplessità è «prevedere lo stesso regime» anche per esercizi commerciali che offrono altri prodotti di gioco: una situazione che causa, conclude Boccioletti, «minor sicurezza per assenza di personale dedicato vigilante e per accesso di utenza varia tra i quali minorenni». LL/Agipro