ROMA - «Andrebbero forniti chiarimenti» sulla «realizzabilità» del registro dei distributori ed esercenti di gioco e sui «collegamenti con le reti telematiche delle PA a cui è consentito l'accesso ai dati in esso contenuti, a valere sulle ordinarie disponibilità finanziarie». Le modalità attuative dell'istituzione del registro «andrebbero perlomeno esplicitate nel disposto normativo». Lo evidenzia il Servizio Bilancio del Senato, nella relazione che ha accompagnato la manovra approvata in via definitiva lo scorso 23 dicembre. La norma, approvata in seconda lettura alla Camera, prevede «l’istituzione presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli di un registro dei distributori ed esercenti di gioco nel quale sono annotati, oltre ai dati volti alla loro identificazione, la tipologia e modalità dell’attività di gioco, i provvedimenti di estinzione del rapporto contrattuale (in caso del venir meno dei requisiti richiesti ovvero in caso di gravi infrazioni) e di sospensione emanati dal ministero dell’Economia». L’accesso al registro «è consentito al MEF, alla Guardia di finanza, alla DIA e alla UIF per l’esercizio delle rispettive competenze in materia di vigilanza e di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo e alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo» e «alle Questure per l’esercizio delle funzioni di pubblica sicurezza e ai fini del rilascio delle licenze e titoli autorizzatori». Si prevede, inoltre, «un decreto attuativo per la fissazione delle modalità tecniche di alimentazione e di consultazione del registro».
MSC/Agipro
Legge di bilancio, registro degli esercenti di gioco: il Servizio Bilancio chiede chiarimenti