ROMA - La web tax «non è che l'allineamento e il rafforzamento del concetto di stabile organizzazione che era partito nel 2013 e che nel 2018 ci vedrà finalmente in Europa - dopo l'ultimo consiglio ECOFIN del 5 dicembre, probabilmente - con l'IVA sul commercio elettronico condivisa». Lo ha detto il relatore della manovra Francesco Boccia (PD), intervenendo in Aula alla Camera in apertura del dibattito. La legge di bilancio approvata in Commissione prevede un’imposta sulle transazioni digitali al 3% e sarà prelevata con l’applicazione di una ritenuta. L’obbligo di versamento delle imposte scatta quando in un anno solare sono state effettuate almeno 3000 transazioni digitali. La tassa, diversamente da quanto ipotizzato all’inizio, non sarà allargata all’e-commerce. La stima è un gettito pari a 190 milioni annui a partire dal 2019. «Penso sia riduttivo parlare di web tax e chi lo fa è rimasto con gli occhi sul passato. Aveva senso parlare di web tax nel 2012-2013, quando è iniziata questa legislatura, perché in quel momento era evidente che stava cambiando qualcosa nel modello di produzione dei beni e dei servizi» ma «poi è cambiato tutto. È evidente oggi che bisogna allineare le regole fiscali online alla vita quotidiana, che è anche fatta da regole fiscali off-line», ha concluso.
MSC/Agipro