ROMA - Stop nel Lazio all’apertura di nuove sale da gioco a meno di 500 metri da luoghi sensibili come scuole e luoghi di culto. È quanto prevede la legge regionale sulle “Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo” pubblicata sul bollettino ufficiale del 23 ottobre. L’articolo 77 modifica quanto previsto dalla legge regionale antiludopatia del 2013, che vietava l’apertura di nuove sale a una distanza «inferiore a quella prevista dalla normativa statale in materia». In attesa di un testo unico a livello nazionale, la nuova disposizione prevede che «fermo restando il rispetto della normativa statale in materia, al fine di tutelare determinate categorie di soggetti maggiormente vulnerabili e prevenire fenomeni di GAP, è vietata l’apertura di nuove sale gioco che siano ubicate ad una distanza inferiore a cinquecento metri da aree sensibili, quali istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani, centri anziani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale o luoghi di culto». Viene inoltre introdotta la possibilità, da parte dei comuni di «individuare altri luoghi sensibili oltre a quelli previsti, tenendo conto dell’impatto sul territorio, della sicurezza urbana, dei problemi connessi con la viabilità, dell’inquinamento acustico e del disturbo della quiete pubblica». LL/Agipro