ROMA - A poco più di un mese dalla “deadline” del 2 maggio, sale la tensione in Liguria a proposito della legge regionale sul gioco, destinata a tagliare gran parte dell'offerta sul territorio della regione. La linea espressa nei giorni scorsi dal governatore Giovanni Toti, tesa a prorogare di un anno gli effetti del provvedimento, trova alleati anche su sponde politiche agli antipodi rispetto alla giunta regionale. Eloquente il caso La Spezia: Pier Luigi Sommovigo, esponente PCI e presidente della Commissione Lavoro del Consiglio Comunale, ha annunciato che la commissione sta preparando un documento che sollecita la Regione ad approvare la proroga. Al di là degli effetti generali della normativa, a La Spezia il nervo più scoperto è quello del “Bingo del Golfo”, una sala aperta da 16 anni. I suoi 40 dipendenti - fa sapere il sito cittadellaspezia.com – hanno già ricevuto la lettera di pre-licenziamento dalla proprietà. La proroga della legge è per loro l'unica speranza.
La normativa regionale taglia tutte le sale che offrono gioco in un raggio di 300 metri da una serie di “punti sensibili” (scuole, luoghi di culto, centri giovanili, ecc). Un limite particolarmente beffardo per il Bingo del Golfo, visto che la sala si trova esattamente a 284 metri dalla chiesa di Santa Maria Assunta. Insomma, 16 metri potrebbero decidere il destino di 40 lavoratori e relative famiglie.
MF/Agipro