ROMA - In Italia, i giocatori problematici sono il 3% della popolazione (circa 1,5 milioni di persone) e la fascia di età 50 – 64 anni è la più rappresentata (35,5%): sono i dati emersi dalla prima indagine epidemiologica sul gioco d’azzardo realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità, presentata oggi a Roma. Il comportamento problematico di gioco si associa soprattutto all’uso di slot (51,9%), VLT (33,6%) e scommesse virtuali (11,7%). Analizzando il profilo economico del giocatore problematico, emerge poi che ha ottenuto la cessione del quinto sullo stipendio (5,8%), prestiti da società finanziarie (27,7%) o da privati (14,2%) in percentuale maggiore rispetto agli altri giocatori e tale situazione si manifesta con percentuali crescenti all’aumentare della gravità del comportamento di gioco. MSC/Agipro