ROMA - La proposta di legge sul settore dell'ippicoltura «è un primo passo per un settore che coinvolge parecchie maestranze e può avere un'importanza strategica per un ulteriore sviluppo del nostro Paese». Lo ha detto Enrico Fravili di Copagri, nel corso di un'audizione, in Commissione Agricoltura alla Camera, nell’ambito dell’esame della proposta di legge sull'ippicoltura. La proposta di legge permetterà «una coerente gestione dell'attività. Per la prima volta viene individuata la filiera del cavallo: grazie a questa proposta di legge, gli operatori possono vedere finalmente un'indispensabile razionalizzazione e stabilizzazione di un intero settore, all'interno di un quadro normativo coerente, necessario per il rilancio di un intero comparto, oggi spezzettato in segmenti che non riescono a relazionarsi tra di loro», ha aggiunto Ferruccio Badi di Confagricoltura. 
«E' bene che questa delega per l'adozione di disposizioni volte allo sviluppo del settore venga data al Governo», ha sottolineato il rappresentante di Coldiretti, Luca Marcora, secondo cui «c'è bisogno di una sburocratizzazione e semplificazione delle procedure di gestione della banca dati equina», ha aggiunto. Giudizio positivo anche da parte di Aimone Bisacchi, della Cia-Agricoltori Italiani: «Siamo favorevoli a un'agenzia di promozione degli equidi in Italia, che dovrebbe occuparsi della valorizzazione genetica delle varie razze per ottenere prodotti competitivi a livello internazionale, ma non solo per l'esportazione».
MSC/Agipro