“Fate presto, oppure gli Ippodromi non riapriranno più. E se muore l’ippica, sparirà tutto anche il mondo che ci gira attorno”. Si chiude così, l'accorato appello di Elio Pautasso - presidente di Federippodromi e direttore generale Hippogroup - con il quale invoca, letteralmente, l'intervento del governo per salvare il mondo dell'ippica, ormai sull'orlo del “colpo di grazia”. “Facciamo un appello al governo _ inizia così la lettera aperta del numero uno di Federippodromi e dg Hippogroup Roma Capannelle concessionario dell’Ippodromo Capannelle_ in special modo al ministro delle politiche agricole e forestali Teresa Bellanova, affinché anche per il mondo dell’Ippica venga predisposta la riapertura”. Pautasso, disegna i rischi del perdurare dello stop di ippica e ippodromi: «Il nostro è un settore già duramente colpito da una crisi globale, aggravata da alcune decisioni dei mesi scorsi del Governo e degli Enti Locali, e rischia così di ricevere il colpo di grazia. In molti ippodromi l’attività di preparazione dei cavalli non si è mai fermata, ed è assolutamente necessario far ripartire subito il calendario delle competizioni, fosse anche a porte chiuse”. La strategia degli impianti a 'porte chiuse' unica alternativa nell'emergenza Covid-19, sarebbe fisiologicamente praticabile a Capannelle in quanto gli ippodromi di questa tipologia, sottolinea Pautasso: «Sono centri di allenamento, ai fini del rispetto delle disposizioni per il Covid-19, non vi sarebbe alcuna differenza con l’attuale attività». In sostanza, allenare o correre è la stessa cosa, all'ombra delle disposizioni governative. Poi, in fondo alla missiva, la supplica al governo e al ministro Bellanova: “Fate presto, oppure gli Ippodromi non riapriranno più. E se muore l’ippica, sparirà tutto anche il mondo che ci gira attorno”. Foto di Jean Louis Tosque da Pixabay
PF/Agipro