ROMA - «Con la soppressione dell'Unire, le competenze e la gestione del cavallo sportivo sono passate al ministero delle Politiche agricole, che non si è dimostrato all'altezza - nè tecnica, nè politica - per risolvere le tante problematiche che affliggevano e affliggono il settore dell'ippica: questa situazione ha determinato un aggravarsi del ritardo dei pagamenti dei premi e delle provvidenze agli allevatori», per i quali è difficile programmare la propria attività. Lo ha detto Aimone Bisacchi della Cia-Agricoltori Italiani, nel corso di un'audizione, in Commissione Agricoltura alla Camera, nell’ambito dell’esame della proposta di legge sull'ippicoltura.
«Per questo, abbiamo valutato positivamente la proposta di costituzione di un'agenzia che promuova una riforma strutturale di tutto il comparto del cavallo e dell'ippica, che è parte integrante di questo mondo e che è composta anche dagli allevatori», ha sottolineato. «Il Coni è una struttura privata: abbiamo bisogno di un referente pubblico, che ci dia garanzie per il futuro», ha concluso. «L'esperienza dell'Unire era irripetibile e non era più sostenibile, ma sicuramente un riordino del settore dell'ippica sarebbe assolutamente opportuno, perchè è stato un settore che ha dato grande soddisfazione all'Italia», ha aggiunto Luca Marcora (Coldiretti).
MSC/Agipro