ROMA – Il 52% dei minori sostiene che non sia mai stata verificata la loro identità quando sono entrati una sala da gioco e solo il 5% afferma che sia accaduto “spesso”. È quanto ha dichiarato Livio Gigliuto, presidente dell'Istituto Piepoli, durante il convegno "Venduti ai minori", in corso a Roma presso la Camera dei Deputati, dove è stata presentata l'indagine del Moige (Movimento italiano genitori) e dell'Istituto Piepoli sull'accesso dei minori a prodotti vietati o inadeguati. La ricerca è stata effettuata su un campione di 2mila minori.
“Il 19% dei minori – ha continuato Gigliuto – ritiene che giocare frequentemente a giochi con vincita in denaro non abbia conseguenze serie e negative. Solo il 46% ne è invece convinto. Per quanto riguarda invece il gioco online, secondo il 30% degli intervistati non ci sono avvisi di divieto di gioco per i minorenni quando provano a iscriversi ai siti di gioco e nel 34% dei casi l'età non viene richiesta al momento della registrazione. Chiaramente può anche essere un discorso di percezione sbagliata che porta a non vedere questi annunci o a ignorarli più o meno consapevolmente”. L'indagine, peraltro, è stata condotta su un campione di minorenni, senza distinguere a quali siti abbiano chiesto l'iscrizione. I domini gestiti dai concessionari, a differenza di quelli in mano a operatori offshore, dispongono di misure crescenti (da ultimo Spid e carta d'identità elettronica) di verifica dell'età degli utenti.
DVA/Agipro