ROMA - “Maurizio Ughi, di cui continuo ad apprezzare l’intelligenza, ha perfettamente capito che si sta preparando per settembre 2018 una tempesta perfetta. Da una parte c’è l’impossibilità per lo Stato di risolvere le sue contraddizioni nei rapporti con gli enti locali, dall’altra una Stanley sempre più consapevole della correttezza della sua posizione. A questo punto, non potremo che pretendere l’inserimento del marchio nel sistema legale. L’alternativa è che “salti” definitivamente il sistema che ha generato le discriminazioni”. E’ lo scenario tratteggiato da Giovanni Garrisi, Ceo Stanleybet, a poche ore dalla decisione della Corte Costituzionale sull’imposta dovuta dalle agenzie estere. Ughi aveva previsto questa mattina che un nuovo rinvio alla Corte di Giustizia avrebbe dato un ulteriore vantaggio a “chi afferma che una situazione discriminatoria non è stata risolta”.
NT/Agipro