ROMA - È stata pubblicata oggi la sentenza con cui la Corte di Cassazione ha accolto, lo scorso luglio, il ricorso di Antonio Tancredi contro “la misura coercitiva personale della custodia cautelare in carcere” applicata nei suoi confronti dal tribunale di Salerno nell’ambito dell’inchiesta “The Imitation Game” che, nel gennaio scorso, ha portato alla luce "un’associazione a delinquere finalizzata al gioco d’azzardo, aggravata dalla finalità agevolatrice di tipo mafioso" con 11 arresti e sequestri per decine di milioni di euro. Il Collegio della Terza sezione ha ritenuto che il giudizio del tribunale peccasse di “genericità e astrattezza”: il pericolo di recidiva alla base del provvedimento non regge perché “l’attività illecita ascritta al sodalizio è definitivamente cessata”. Sostenere in modo generico che l’imputato “ha comunque la possibilità di ‘esportare’ il suo know-how non è sufficiente e non soddisfa l'esigenza di attualizzare la capacità del ricorrente di ricollocarsi sul mercato”. Il provvedimento del tribunale è stato dunque annullato con rinvio. LL/Agipro
Operazione “Imitation game”, Cassazione annulla misure cautelari per un indagato