ROMA - La situazione dei dipendenti è monitorata anche da Pasquale Chiacchio, presidente di Giocare Legale: «Il controllo sui numeri precisi è ancora in corso, ma al momento posso dire che i pochi che hanno deciso di non vaccinarsi si sono attrezzati per effettuare i tamponi necessari». Per quanto riguarda i clienti, l'uso del Green pass è stato implementato senza difficoltà eccessive: «Il punto - spiega - è far capire all'utente che l'esibizione del certificato è solo una parte dei doveri da adempiere. Lo stesso Green pass, poi, va controllato a ogni ingresso e va spiegato bene che deve essere sempre esibito». Anche Chiacchio conferma che rispetto alla situazione pre-pandemia «il flusso di clienti è nettamente diminuito, ma solo in minima parte a causa del certificato verde. Su dieci persone, una ne è sprovvista, mentre sono più evidenti gli effetti dei mesi di chiusura e dei cambiamenti del mercato». Il quadro è confermato anche da Isabella Rusciano, avvocato del Centro Studi As.Tro: «Tra le aziende che rappresentiamo, l'80% circa dei lavoratori era già in possesso del Green pass prima che ne venisse introdotto l'obbligo - spiega - In prossimità della "deadline" c'è stato sicuramente un incentivo per ulteriori certificazioni e nei prossimi giorni effettueremo un nuovo monitoraggio». Sulla flessione della raccolta, Rusciano precisa che «il problema principale non è il Green pass. Il decremento è causato da una concomitanza di eventi che vanno dalla crisi del settore causata dalla pandemia fino ai troppi interventi legislativi che stanno togliendo appeal al prodotto legale a vantaggio di quelli illegali. Inoltre, bisogna considerare che molte attività non hanno più riaperto dopo i lunghi mesi di lockdown».
LL-MSC/Agipro