ROMA - Il disegno di legge delega sui giochi, quello che dovrebbe portare all’approvazione di un riordino del settore, è sparito dai radar del Governo. Il progetto andrà egualmente avanti – su questo punto non ci sono dubbi - ma intanto il Ddl non è più presente nell’elenco delle norme da approvare nel 2023 inserite nella Nadef, la Nota di aggiornamento del documento di Economia e Finanza: si tratta, in sostanza, del "piano" strategico per l’anno che verrà. Secondo fonti interpellate da Agipronews, nulla è cambiato nei piani dell’Esecutivo: il disegno di legge vedrà la luce (la versione più recente è un articolato di tre articoli redatto dagli uffici del sottosegretario Mef, Freni), anche se non in tempi rapidissimi. C’è da concludere prima il lavoro sulla legge di Stabilità, nella quale si attendono novità sul fronte delle proroghe delle concessioni: il 31 dicembre 2022 scadranno le licenze online, entro il 31 marzo 2023 andrebbero riassegnate le concessioni del bingo, a fine giugno scadrà la concessione degli apparecchi, mentre il 30 giugno 2024 toccherà alle scommesse. L’ipotesi più probabile è che si proceda ad un allineamento (oneroso) delle scadenze per avere tempo e modo di mettere in campo il riordino, richiesto a gran voce dall’industria e dagli enti locali ma anche dal Parlamento, attraverso le conclusioni dell’indagine condotta sul gioco pubblico dalla Commissione presieduta da Mauro Marino. Chi lavorerà sulla legge di Stabilità per la parte relativa ai giochi? Al momento, la delega alle agenzie fiscali (e quindi ai giochi) è nelle mani del viceministro Maurizio Leo e – secondo insistenti indiscrezioni – allo stesso Leo potrebbe restare. La partita potrebbe riaprirsi tra qualche settimana ma, su questo punto, nessuna certezza.

NT/Agipro

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