ROMA - La legge per il contrasto del gioco patologico approvata dalla Regione Marche «rappresenta un passo avanti importante per la società marchigiana perché finalmente vengono date alle Amministrazioni locali indicazioni legislative per contrastare un fenomeno che nel nostro Paese interessa circa un milione di persone». Lo ha detto il consigliere regionale Fabio Urbinati (PD). La legge prevede una serie di interventi mirati ad educare ad informare e sensibilizzare, soprattutto le giovani generazioni, all’uso consapevole del gioco. «Un’azione che, quando ero assessore, fu anticipata dal Comune di San Benedetto con un intervento che, in mancanza di una normativa regionale, per contrastare le ludopatie furono previste riduzioni della tassa sui rifiuti a quei locali che non istallavano le slot machine», ha spiegato Urbinati. La normativa regionale prevede il coinvolgimento dei Comuni e la collaborazione delle istituzioni scolastiche, degli enti del servizio sanitario regionale, delle associazioni di volontariato e delle famiglie. Gli interventi saranno contenuti in un Piano regionale integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio da gioco patologico e sarà creato un logo regionale “No Slot”. Sarà istituito un numero verde sulle dipendenze patologiche per l’assistenza e l’orientamento alle persone dipendenti dal gioco d’azzardo. Sarà predisposto inoltre materiale informativo sui rischi correlati al gioco e sui servizi di assistenza offerti che dovranno essere esposti, da parte degli esercenti, nelle sale da gioco. La legge prevede inoltre il divieto di installare apparecchi e congegni per il gioco in locali situati in un raggio di cinquecento o trecento metri da istituti scolastici a seconda se si tratti di Comuni con più o meno di cinque mila abitanti. Distanze minime sono stabilite da banche, poste e luoghi di ritrovo. RED/Agipro