ROMA - Secondo l'ultimo rapporto dell'Osservatorio regionale sulle dipendenze in Umbria, «si stima che in Umbria siano circa 10mila le persone con profilo di gioco problematico: il 5,6% della popolazione fra i 15 e i 74 anni. Un dato in linea con la media nazionale». Lo ha detto l'assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini. «Il modello clinico e organizzativo per il trattamento della ludopatia sperimentato dal 2014» e attivo nel Centro di riferimento regionale aperto a Foligno «è stato valutato positivamente e verrà applicato nel resto della Regione, con una rete di servizi integrata che garantisca un approccio multidisciplinare e omogeneo - mentre nelle Usl sono già stati attivati punti per l'accoglienza e la presa in carico dei giocatori patologici e delle loro famiglie, in quasi tutti i distretti sanitari del territorio regionale». Inoltre, «per promuovere la strutturazione di un sistema d'intervento sociosanitario fortemente integrato e partecipato contro i rischi del gioco d'azzardo patologico, sono stati realizzati numerosi corsi di formazione rivolti a operatori sanitari e sociali e a volontari di associazioni impegnate contro il gioco d'azzardo, con il coinvolgimento di oltre cento persone» e «corsi di formazione obbligatoria sono stati rivolti anche a gestori e personale delle sale da gioco con il trattamento di temi legati alle cause e agli effetti del gioco». RED/Agipro