ROMA - In Italia ci sono 2,5 milioni di giocatori "problematici", un milione di giocatore patologici e oltre 12mila pazienti sono stati presi in carico dal Servizio Sanitario Nazionale: sono i dati del ministero della Salute, ricordati nel corso della trasmissione di Raitre "Tutta salute", che oggi ha affrontato il tema del gioco patologico. «All'inizio siamo giocatori 'sociali', che giocano per divertirsi, anche in considerazione del denaro di cui si dispone. Il giocatore problematico è colui che comincia a perdere di vista la dimensione ludica, fino a che il gioco non diventa totalizzante e sfocia nel patologico», ha spiegato la professoressa Franca Tani, docente di Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell`Educazione all`Università di Firenze. «I giochi di oggi sono spesso solitari: quelli più a rischio sono quelli che si consumano più velocemente». In passato, «si doveva andare in luoghi deputati al gioco: oggi, invece, con smartphone e pc chiunque può giocare quando vuole. Spesso, poi, la vincita si riscuote immediatamente», ha aggiunto la professoressa Tani. Per limitare il gioco patologico, bisognerebbe «ridurre l'accessibilità ai luoghi di gioco e la capillarità dell'offerta sul territorio, controllare meglio gli accessi alle sale (soprattutto per prevenire il gioco minorile), limitare la pubblicità e avere un controllo maggiore sui messaggi», ha concluso. MSC/Agipro