ROMA - Le dipendenze, come il gioco patologico, trovano in famiglia uno dei cardini della cura: è quanto emerso oggi nel corso del convegno organizzato con il Centro per la pastorale delle Famiglie del Vicariato e il Forum delle Associazioni familiari presso l'Istituto Superiore di Sanità. «Abbiamo cominciato a studiare anche queste forme di dipendenze che, se pure non riguardano sostanze, rappresentano un vero e proprio campanello d’allarme, soprattutto nei confronti dei giovani», ha spiegato Roberta Pacifici, direttore dell’Osservatorio Fumo Alcol e Droga. «Sono già oltre 19mila gli utenti presi in carico per il disturbo da gioco e, proprio dai dati relativi ad alcuni nostri Focus Group realizzati nelle strutture che li curano, emerge il ruolo assolutamente centrale della famiglia in questo tipo dipendenze perché è la famiglia in 9 casi su 10 che li spinge ad avviare un trattamento e, d’altra parte, nella maggior parte dei casi la famigliarità ha un ruolo nell’insorgenza del comportamento patologico», ha concluso. RED/Agipro
Gioco patologico, Pacifici (ISS): «Centrale il ruolo della famiglia nella prevenzione»