ROMA - "Nell'ultimo anno, in Italia, 20 milioni di persone ha giocato almeno una volta; un milione sono i giocatori a rischio moderato e 256mila giocano in modo problematico o patologico. Di questi, circa 15mila sono seguiti dai servizi di cura". Sono i dati illustrati da Paolo Jarre, direttore del dipartimento Patologie delle Dipendenze dell'Asl di Torino, durante il convegno su "Le strategie italiane dei servizi per il gioco d'azzardo patologico" in corso a Napoli.

"L'offerta di gioco è così pervasiva che un giocatore è esposto continuamente: l'approccio proibizionista non è utile, ma occorre attuare una strategia di riduzione, come ad esempio è stato fatto a Napoli, che ha uno dei regolamenti più restrittivi d'Italia" in termini di orari di apertura delle sale e di accensione di apparecchi. Inoltre, "una ricerca poi dimostra l'importanza della dislocazione dei luoghi di gioco: i giovani che abitano o vanno a scuola in luoghi vicini a un'offerta di gioco fanno rilevare il doppio della probabilità di giocare rispetto agli altri". MSC/Agipro