ROMA - Un percorso articolato in sette fasi, dal primo approccio al paziente fino all’assistenza post-terapia. È quanto prevedono le linee guida del Ministero della salute sulle azioni di prevenzione e cura del gioco patologico che il servizio pubblico dovrà garantire. La prima fase, quella di accoglienza, partirà dopo la consulenza chiesta dal giocatore o dalla sua famiglia ai Servizi territoriali per le dipendenze patologiche presso le Asl. Dopo una serie di colloqui, in cui verranno raccolte informazioni necessarie per la diagnosi, si passerà alla «valutazione diagnostica multidisciplinare», per un preciso inquadramento del caso anche in relazioni ad altre eventuali problematiche. Al termine del percorso di valutazione, arriverà la definizione del programma terapeutico: il trattamento si articolerà in una serie di interventi specifici, tra cui colloqui motivazionali, psicoterapie, tutoraggio economico, supporto sociale, collaborazione con associazioni di tutela economica. L’efficacia di tale programma sarà poi essere monitorata e verificata con cadenza trimestrale, prima della conclusione del percorso terapeutico, che potrà variare in base alla complessità clinica. L’ultima fase del trattamento prevede il follow up del giocatore, con cui sono previsti due o più incontri nell’anno successivo alla conclusione della terapia. LL/Agipro
Gioco patologico, Ministero Salute: dall’accoglienza al “follow up”, le sette fasi del percorso di cura