ROMA - L’indagine sul gioco patologico dell’Istituto Superiore di Sanità “ha lo scopo di favorire il potenziamento di una rete di sostegno tra gli operatori del Servizio Sanitario Nazionale, e del privato sociale, utile a diffondere informazioni su interventi e politiche a favore dei pazienti con disturbo da gioco e dei loro familiari". Lo ha spiegato il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, rispondendo in Commissione Affari sociali alla Camera all'interrogazione presentata dalla deputata del Pd Elena Carnevali. In questo ambito, ha aggiunto il sottosegretario, "è stata effettuata una decisione degli elenchi disponibili nel web dei servizi per le dipendenze, SerT e SerD e delle strutture private".

I servizi per le dipendenze che hanno risposto all'indagine "hanno implementato le attività legate al disturbo da gioco. In particolare il 61% ha risposto che esistono delle attività dedicate, il 31% che è attivo un servizio specifico, e l’8% che è stato avviato un servizio secondo specifici Lea regionali", ha aggiunto De Filippo. Nel 92% dei casi, inoltre, il personale è stato appositamente formato per lavorare nell'ambito del disturbo da gioco d'azzardo. Il 76% delle strutture afferenti al privato sociale - ha concluso - hanno implementato attività più o meno strutturate a contrasto del disturbo da gioco, è più della metà di queste sta comunque studiando la fattibilità di future azioni".

SA/Agipro