ROMA - "L'80% dei 17 milioni di giocatori in Italia ha un approccio di tipo 'sociale'. Il 5,4% - circa 200mila persone - presenta invece un rischio moderato e problematico: tra questi, la maggior parte preferisce giocare su internet o in bar e tabaccherie". È l'analisi illustrata da Elisa Benedetti, dell'Istituto di Fisiologia clinica del CNR, durante il convegno "Il gioco d'azzardo, tra prevenzione e cura" in corso a Roma. L'identikit del giocatore problematico tracciato dalla ricerca del CNR, relativa al biennio 2013-2014, "è generalmente un uomo, con bassissimo reddito e livello di istruzione, separato o divorziato, precario, che ha altri comportamenti a rischio (abuso di alcol o sostanze stupefacenti) e che è multigioco", ha concluso. MSC/Agipro