ROMA - «I problemi dei giocatori patologici si sono riversati nei servizi di cura ed è innegabile che i numeri di accesso siano aumentati anno dopo anno». Lo ha spiegato Maurizio Avanzi, presidente di Alea (l’associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio), intervenuto alla tavola rotonda sul tema "Istituzioni e azzardo in Italia", organizzata a Milano dalla Consulta Nazionale Antiusura. Secondo Avanzi, è lo Stato che deve farsi carico dei rischi legati al gioco patologico, «così come fa per altre dipendenze. Il gioco deve essere gestito dallo Stato in una logica di tutela della salute pubblica, come è sempre accaduto storicamente». RED/Agipro