ROMA - Negli ultimi anni "tutte le Regioni hanno affrontato il problema della cura e della prevenzione del gioco patologico, ma non tutte utilizzando gli stessi strumenti per disciplinare le attività economiche che installano apparecchi leciti da gioco". Nel centro-nord, ad esempio, "l'unica regione a non aver fatto ricorso 'distanziometro metrico' è l'Emilia Romagna, mentre le 'roccaforti' della lotta alle slot lecite sono state Liguria, Lombardia e provincia di Bolzano con l'introduzione delle 'distanze dai luoghi sensibili'". E' quanto ricorda l'associazione Astro che ha analizzato l’efficacia del distanziometro attraverso i dati relativi ai giocatori patologici presi in cura dai Sert. 
In Emilia Romagna - evidenziano da Astro - i giocatori presi in cura sono passati dai 1085 del 2013 ai 1277 del 2014 (+ 15%), mentre in Liguria, dove il distanziometro metrico è entrato in vigore nell'aprile 2012, i giocatori in cura sono più che raddoppiati passando dai 116 del 2011 ai 347 del 2013 (di cui il 53% certificati come affetti da dipendenza per gioco on line). Discorso simile per la provincia di Bolzano che ha istituito il distanziometro nel 2013: i giocatori patologici erano 139 nel 2010 mentre nel 2014 il dato è arrivato a 297. In Lombardia, infine, i giocatori in cura dal Sert sono aumentati del 42,1% in un anno, passando dai 1.564. nel 2013 ai 2.222 nel 2014. Dati, concludono dall'Associazione, che ribadiscono che "maggiore è l'accanimento contro gli apparecchi per il gioco lecito, maggiore è l’impennata dei giocatori patologici". Il "distanziometro regionale, dunque, riduce l’offerta di gioco pubblico tramite apparecchi leciti, ma non la 'domanda', che resta inalterata da parte della cittadinanza regionale, evidentemente disposta a 'spostarsi' per raggiungere il servizio". 
FP/Agipro