ROMA - Sono circa 100 i concessionari di gioco online autorizzati in Italia, che gestiscono un mercato che per il 2016 potrebbe arrivare a una spesa - il valore delle giocate al netto delle vincite pagate - da oltre 900 milioni di euro. Fra questi, oltre 50 operatori sono quelli “storici”, con una concessione che risale al Bando Bersani del 2006, scaduta a giugno del 2016 e ora in proroga, mentre altri 48 sono entrati nel settore grazie alla legge Comunitaria del 2009. In prevalenza i concessionari hanno sede in Italia - circa 70 - mentre 30 sono invece player internazionali con il proprio centro operativo in Paesi dell’Unione Europea. Rilevante la quota online delle scommesse sportive, che rappresenta più della metà della raccolta complessiva del settore: da inizio 2016, su una raccolta totale di 6,7 miliardi, circa 3,7 sono riferibili a puntate sul web, con una spesa dei giocatori pari a 320 milioni. Nel gradimento dei giocatori “valgono” di più i casinò online, con una spesa da inizio anno che supera i 390 milioni, mentre è più contenuta la dimensione del poker e degli “skill games”: sia i tornei che le partite in modalità cash, gli italiani hanno speso poco più di 60 milioni.
PG/Agipro