ROMA - E’ stato il primo colpo dell’anno nel settore giochi, destinato nei prossimi mesi a una serie di fusioni e compravendite. Empire Global Corporation – società con sede a Toronto e quotazione all’OTC Market di New York - ha da pochi giorni acquisito per un milione di euro Multigioco, titolare di una concessione per il gioco online in Italia, di cinque punti sul territorio tra corner e agenzie e oltre 700 punti ricarica che hanno prodotto nel 2013 un movimento di 71 milioni di euro. Agipronews ha incontrato a Roma l’amministratore delegato di Empire Global, Michele “Mike” Ciavarella, finanziere italo-americano che illustra gli obiettivi per l’Italia.   

Mister Ciavarella, perché Empire Global ha scelto di entrare nel mercato italiano?

E’ un mercato di grandi dimensioni, oltre che ben regolamentato e maturo. Credo sia la cornice giusta per una società come Empire Global, quotata in una Borsa internazionale, che cerca proprio contesti regolati e sicuri. Dopo l’Italia abbiamo in programma un’espansione anche in altri stati europei e non solo. L’acquisizione di una società come Multigioco – con un’ottima reputazione e un management giovane e capace - è secondo noi la miglior maniera di entrare in Italia.

Quali sono i primi obiettivi del gruppo in Italia?

Vogliamo essere un gruppo primario, per questo – dopo Multigioco – abbiamo una trattativa in corso con un altro operatore, che ha già mostrato entusiasmo all’idea di avere un socio estero, con risorse umane di valore e capitali pronti. Vogliamo diventare uno dei primi cinque operatori italiani, sempre tenendo ben presente la necessità di offrire un prodotto di gioco responsabile verso il consumatore finale. Sappiamo che la parte più complicata deve ancora venire: dopo le acquisizioni, sarà il momento di raccogliere i frutti e per questo occorre molto lavoro.

Quale brand userete per gestire il vostro business italiano?

Avremo essenzialmente tre campi d’azione: gioco online, corner e agenzie. Credo che manterremo un brand specifico per ciascun settore, ma non abbiamo ancora preso una decisione in tal senso. In ogni caso, sarà chiaro al consumatore che la società di riferimento è Empire Global: i nostri punti vendita dovranno essere ben organizzati e riconoscibili anche dal punto di vista estetico. Investiremo parecchio denaro su questo aspetto.

A proposito di denaro, a quanto ammonta l’investimento previsto di Empire sul mercato italiano?

La nostra previsione è di investire 50 milioni entro la fine del 2015, con almeno 100-120 punti scommessa attivi e lo sviluppo del business online.

Prevedete di partecipare alla gara per le scommesse nel 2016?

Certamente sì, sarà obbligatorio per noi: sceglieremo con cura le zone in cui implementare la nostra rete già esistente.

Vi preoccupa la presenza di migliaia di punti non autorizzati sul territorio?

Moltissimo. Vogliamo entrare nel mercato seguendo le regole ma chiediamo che esse valgano per tutti. Sia i tribunali che le autorità italiane devono garantire agli investitori che le leggi saranno rispettate, altrimenti l’Italia farà sempre più fatica ad attirare l’attenzione degli operatori finanziari internazionali.

Crede che la sanatoria per i centri esteri aiuterà il mercato in questo senso?

Non è solo una questione di pagare o non pagare le tasse, la chiave di tutto è disporre di un campo di gioco uguale per tutti. Non deve esserci alcuna rete parallela, tutti i concessionari – anche quelli che entreranno grazie alla sanatoria – devono essere trasparenti.