ROMA – L’accordo di cooperazione siglato in Commissione Ue, per delle linee guida sui servizi di gioco online, è un ottimo primo passo per l’industria del gioco comunitario, che ora però dovrà essere implementato con linee guida comuni per rendere il mercato più competitivo.
Il documento d’intesa, arrivato dopo due anni di negoziati, è basato sulla cooperazione volontaria degli Stati, ed è considerato come una base importante per la costruzione di un rapporto di fiducia tra le autorità di regolamentazione.
L’accordo - che punta a fornire maggiori tutele ai giocatori e a rendere più facile ed economica l’offerta degli operatori in più giurisdizioni - è stato siglato da 20 dei 31 Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo. Alcuni Paesi, tra cui Germania e Francia, pur non avendo partecipato all’incontro di venerdì scorso per questioni di sicurezza, hanno confermato che sigleranno ufficialmente nei prossimi giorni, come riporta il sito specializzato Gambling Compliance. L’unico Paese che ancora non ha mostrato alcun tipo di impegno a sottoscrivere l’accordo è l’Islanda, ma la Commissione spera che si unirà comunque nei prossimi mesi.
"La firma dell’accordo di cooperazione tra le autorità di gioco dell'UE è un passo fondamentale per dare fiducia ad un settore con caratteristiche transnazionali", ha detto Maarten Haijer, segretario generale della European Gaming and Betting Association. "Incoraggiamo le autorità ad affrontare come priorità gli inutili costi amministrativi che rendono l'offerta regolamentata meno competitiva rispetto a prodotti non autorizzati".
Håkan Hallstedt, direttore generale della Lotteriinspektionen svedese, ha detto che una maggiore cooperazione può aiutare i regolatori a raggiungere "obiettivi comuni. Questo accordo è un altro passo verso un mercato del gioco sano e sicuro in Europa”.
La supervisione della Commissione Europea sarà “un valore aggiunto per risolvere delle questioni transnazionali – ha aggiunto Etienne Marique, presidente della Gaming Commission belga - Uno scambio di informazioni tra le autorità di regolamentazione è utile per vedere cosa abbiamo in comune".
PG/Agipro