ROMA - Nel corso del 2020 la spesa complessiva del gioco si è ridotta del 33,5%, «con potenziali rischi di travaso ai canali di gioco illegali». Di conseguenza, nel 2020 il gettito erariale da gioco ha registrato la più bassa contribuzione alle entrate fiscali dal 2006 - 6,7 miliardi di euro - sia in termini assoluti sia relativamente alle altre tipologie di entrate. È quanto emerge dal primo Rapporto di ricerca del Progetto sul settore del Gioco sviluppato da Luiss Business School e Ipsos e presentato oggi a Roma.
Particolarmente colpito è stato il canale del gioco fisico, la cui spesa si è ridotta del 41,7% a causa dei lunghi lockdown. Il 75% della diminuzione della spesa del canale retail è stata determinata dal netto ridimensionamento della spesa in slot e videolottery, che si è attestata a 4,8 miliardi di euro nel 2020 contro i 10,3 miliardi di euro nel 2019. In forte ribasso anche la spesa per scommesse sportive, virtuali e ippiche, che ha riportato un calo di 453 milioni di euro, il 36% in meno rispetto al 2019. Vistoso sia in termini assoluti che percentuali è il calo della spesa nelle categorie Lotterie, Lotto e Superenalotto e Bingo, che si sono ridotti rispettivamente di 1 miliardo (- 19%) e 237 milioni (-53%) di euro.
LL/Agipro
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