ROMA - Approda in aula la maxinchiesta antimafia condotta dal Gico della Guardia di finanza sulla multinazionale delle scommesse online che, con mente e regia a Bari, avrebbe movimentato oltre un miliardo di euro da Malta a Curacao, passando per le Isole Vergini e le Seychelles. Davanti alla seconda penale del Tribunale di Bari, si legge sulla Gazzetta di Bari, è iniziato ieri il processo a carico di quattro imputati. Solo una piccola fetta delle quaranta persone coinvolte nell'inchiesta sfociata in 22 arresti disposti dalla magistratura barese lo scorso dicembre. I nomi non dicono tanto: si tratta di quattro «master», cioè gestori di alcuni collettori delle piattaforme di scommesse coinvolti, gli unici a non avere chiesto riti alternativi. Chi invece, è molto più noto è Vito Martiradonna, in altre inchieste ritenuto il cassiere del clan Capriati e in questa indagine accusato di essere tra i promotori della presunta associazione mafiosa finalizzata all'esercizio abusivo della raccolta di scommesse sportive, truffa, riciclaggio, intestazione fittizia di beni.  
RED/Agipro