ROMA – Dieci misure cautelari – sei arresti e quattro divieti di esercizio della professione e dell’attività imprenditoriale - per concorso esterno in associazione mafiosa e esercizio abusivo di giochi e scommesse, sono state eseguite nell’ambito di un’operazione denominata “Breaking Bet” coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo. I proventi di alcune attività di gioco illegale in Sicilia erano utilizzati, secondo le ipotesi degli investigatori, per provvedere al sostentamento di alcune famiglie appartenenti alla criminalità organizzata presente sul territorio regionale, in particolare a Campobello di Mazara (Trapani). È quanto si legge un comunicato della Direzione Investigativa Antimafia (Dia). L’iniziativa, si legge, ha coinvolto nelle indagini individui “a cui si contestano, a vario titolo, responsabilità in ordine alle ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa, esercizio abusivo di attività d'intermediazione nella raccolta di gioco, tramite l'installazione di apparecchiature di gioco in assenza di concessione dell'Agenzia dei Monopoli, nonché estorsione aggravata dall'agevolazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori.” Attraverso la distribuzione di postazioni illegali per il gioco, gli imputati hanno dato accesso a “siti internet esteri”, tramite i quali ai giocatori “era consentito di partecipare a scommesse su eventi sportivi” oltre ad altre tipologie di gioco illecito.
GF/Agipro