ROMA – Angelo Barone - uno dei 181 arrestati nel maxi-blitz dei Carabinieri contro le cosche – è il gestore, secondo la Procura, di un giro di scommesse illegali da milioni di euro per i clan mafiosi di Palermo. Legato alla “famiglia” di Tommaso Natale, secondo gli investigatori avrebbe imposto i pannelli di gioco, spesso illegali, ai commercianti accumulando somme importanti. “Ho preso ora... quindici milioni di gioco”, dice lui stesso intercettato. L'inchiesta ha svelato gli stretti rapporti tra Barone e suo padre Roberto e il capomafia di Carini (luogo di nascita dei Barone, in provincia di Palermo) Giuseppe Lo Duca. Il boss era il referente di Cosa nostra a cui i Barone si appoggiavano per avere la copertura mafiosa per estendere la rete di agenzie che utilizzavano i loro siti illegali “.com” sul territorio. E anche per farsi rappresentare da una personalità autorevole sulle questioni che potevano nascere in relazione ai loro rapporti creditori. In cambio i Barone consentivano a Lo Duca di inserirsi nella loro ricca rete commerciale di siti di scommesse online illegali. Il tutto con un ritorno in termini economici per Lo Duca e per il suo clan. Saputo di un imminente blitz degli investigatori, Barone stava progettando di lasciare il Paese con i soldi. 

DVA/Agipro