ROMA - "Nella provincia di Reggio Emilia non sono stati spesi per il gioco lecito, nel 2024, 442 milioni di euro bensì 193 milioni (fonte dati ADM). Quindi, la spesa annuale pro capite ammonta, sempre nella provincia di Reggio Emilia, a 363 euro (0,99 euro al giorno). L’errata rappresentazione dei dati, rinvenibile nell’articolo, dipende dal fatto che, più o meno volutamente, si tende ad equiparare l’ammontare delle somme puntate dai giocatori (la cosiddetta raccolta) con quelle perse. In sostanza, si omette di tener conto delle somme che i giocatori riscuotono a titolo di vincite. La 'spesa', intesa come perdita patrimoniale subita dai giocatori, si calcola, invece, sottraendo alle somme puntate (la raccolta) le vincite ottenute dai giocatori". È quanto si legge nella replica del presidente di Assotrattenimento (As.tro), Massimiliano Pucci, riguardante l'articolo pubblicato il 10 novembre dal quotidiano 'La Gazzetta di Reggio' dal titolo 'I reggiani "bruciano" nel gioco 442 milioni di euro all'anno'.
"Applicando questo criterio, basato, peraltro, su elementari principi logici - continua ancora la lettera - si vedrà che tutti i dati di spesa elencati nell’articolo risultano inesatti e, quindi, fuorvianti. Ad esempio, per quanto riguarda l’intera regione Emilia Romagna, nel 2024, ogni abitante avrebbe speso, secondo quanto scritto nell’articolo, 2.275 euro. In realtà, la spesa pro capite media dei cittadini dell’Emilia Romagna per il gioco legale (sia fisico che online), ammonta a circa 351 euro, ossia 0,96 euro al giorno. Nel comune di Reggio Emilia la spesa annua pro capite per il gioco ammonta a 410 euro (1,12 euro al giorno) e non a 2.560 euro. Nel comune di Bologna la spesa annua pro capite ammonta a 366 euro (poco più di 1 euro al giorno) e non 2.658 euro".
RED/Agipro