ROMA - «Prendiamo le distanze dalle distanze. I cittadini meritano risposte serie e ragionate, non spot sui centimetri»: è questo il messaggio che Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016, lancia dalle pagine de "Il Giornale" ai Comuni e alle Regioni che hanno introdotto un distanziometro di 500 metri tra le sale da gioco e i luoghi sensibili come scuole, ospedali e luoghi di culto. Una misura «priva di senso», secondo Ughi: «La realtà è che stanno prendendo le distanze dalla propria volontà di affrontare l'argomento per l'incapacità di trovare la soluzione». Se si stabilisce una distanza minima come misura per contrastare la dipendenza, «oltre i 500 metri chi ci pensa?», chiede. «Noi concessionari dello Stato e gestori siamo i veri professionisti in grado di affrontare l'argomento con professionalità. Questa competenza è il nostro mestiere», ribadisce. RED/Agipro