ROMA - Tuttavia, non tutto è condivisibile: «Continuiamo a ritenere il distanziometro uno strumento che non risolve i problemi della ludopatia – spiega Verona – Non è che la slot a 499 metri da un luogo sensibile faccia male e una a 501 metri faccia bene. Si parla tanto di necessità di ridurre l'offerta, ma il taglio delle slot è già stabilito per legge nazionale, nella misura del 35%. Peraltro, abbiamo a lungo chiesto una riduzione orizzontale dell'offerta di gioco, mentre ci si continua ad accanire solo sugli apparecchi. Se la slot è ritenuta dannosa, lo sono anche altri giochi che invece non vengono colpiti».

Inevitabilmente, ogni cambiamento normativo a livello regionale o nazionale viene accompagnato dal battage mediatico sul giro d'affari del settore giochi. È stato così anche in questa occasione. «E ancora una volta i dati sono stati utilizzati in maniera strumentale. Si continua a confondere le idee parlando di raccolta, ma a quelle cifre va tolto l'80%, che è il payout medio di slot e Vlt. Se si sottraesse quanto ritorna in vincita, si capirebbe che non c'è nessuna emergenza e che la spesa media individuale è inferiore a un euro al giorno».
MF/Agipro