ROMA - Si conclude con la «cessata materia del contendere» il caso al Tar Lombardia tra il Comune di Paderno Dugnano (MI) e un esercente del luogo, a cui era stata negata l'apertura di una sala scommesse. Dopo il riesame della questione chiesto lo scorso dicembre dai giudici, il Comune ha deciso di rilasciare il permesso di costruire, mettendo fine al procedimento. Due mesi fa il Collegio aveva accolto l'istanza cautelare presentata dal ricorrente, rilevando un errore nel regolamento comunale contro la ludopatia. Il Comune aveva negato l'apertura di una sala scommesse sulla base del "distanziometro" di 500 metri, tuttavia la legge regionale sul gioco prevede una distanza minima dai luoghi sensibili solo per l'installazione di apparecchi come le slot machine. Nel caso presente, l'esercente non ha chiesto di installare apparecchi e di conseguenza, scrive il Tar nella sentenza di oggi, «non risultano privi di fondamento i motivi di ricorso con i quali si evidenzia l’erroneità della decisione comunale». Sulla base degli ultimi sviluppi, concludono i giudici, «deve ritenersi cessata la materia del contendere». LL/Agipro
Giochi, Tar Lombardia: il "distanziometro" non si applica alle sale, dai giudici via libera a un punto scommesse