ROMA - No alle sale giochi troppo vicini ai luoghi sensibili. Il Tar Lazio conferma così il provvedimento di luglio 2020 con cui il Comune di Tivoli aveva respinto la richiesta per l'apertura di una sala sul territorio comunale. Un diniego motivato dalla circostanza che il locale scelto per la sala non rispetta il "distanziometro" previsto dalla legge regionale contro la ludopatia, che prevede almeno 500 metri di distanza tra le sale e spazi come scuole e chiese. Più in dettaglio, il locale è ubicato a 350 metri da una delle parrocchie del Comune. Nella sentenza pubblicata oggi il Tar conferma che la misurazione effettuata dalla Polizia Municipale «risulta coerente» con le disposizioni del codice della strada, contrariamente a quanto sostenuto dal titolare del locale. Il Collegio ritiene quindi che «contrariamente a quanto prospettato nel gravame, l’atto impugnato è caratterizzato da idonea motivazione ed è stato emesso all’esito di una corretta istruttoria». LL/Agipro