ROMA - Non è possibile svincolare la fideiussione bancaria di un operatore di giochi se la società in questione ha un consistente debito verso l’erario. È quanto si legge nella sentenza del Tar Lazio che respinge il ricorso di Skirmony - titolare di una concessione scommesse - a cui l’Agenzia Dogane e Monopoli aveva negato nel 2016 lo svincolo della fideiussione bancaria. La società aveva fatto richiesta dopo aver ottenuto una nuova garanzia bancaria, ma la domanda era stata respinta dall’Amministrazione a causa dei debiti accumulati dal concessionario. Una decisione legittima secondo il Tar Lazio, «in quanto la grave esposizione debitoria di Skirmony Ltd, rilevata dall’Agenzia, ha sostanzialmente svuotato l’effettiva idoneità della garanzia a coprire gli eventuali futuri debiti del concessionario». Nei casi di sostituzione della garanzia, scrive ancora il Tar, « il diritto del concessionario a ottenere lo svincolo della prima polizza sussista soltanto laddove sia rimasta immutata la situazione presa in considerazione al momento della determinazione della misura della garanzia. Qualora, invece, venga riscontrato il maturare di una situazione di grave esposizione debitoria, tale da determinare il rischio concreto di escussione delle garanzie, per un importo elevato, lo svincolo non può affatto ritenersi doveroso». Il no dei Monopoli è dunque giustificato: la prima fideiussione non poteva essere svincolata  concludono i giudici, «essendo tale garanzia in realtà necessaria a coprire debiti già maturati dal concessionario, per l’importo complessivo di oltre 150 mila euro. La restituzione della prima polizza avrebbe, perciò, determinato di per sé una situazione di grave insufficienza della nuova garanzia». LL/Agipro