ROMA - «Permangono incognite relative alle modalità di diffusione del virus, che rendono difficile una compiuta valutazione dei rischi». Così il Tar Lazio nell'ordinanza che respinge un nuovo ricorso degli operatori di gioco contro i Dpcm di ottobre, dicembre e gennaio che hanno sospeso l'attività di sale giochi, scommesse e bingo. Nel provvedimento odierno i giudici confermano che «non sussistono esigenze cautelari» con riferimento ai primi due Dpcm, «i quale hanno perso efficacia». Il provvedimento di gennaio, inoltre, «non appare palesemente illogico o irragionevole», poiché l'amministrazione ha effettuato «una valutazione inerente al grado di essenzialità dell’attività cui imporre il sacrificio», in un contesto in cui, appunto, le modalità di diffusione del virus non sono ancora del tutto conosciute e rendono difficile la valutazione del rischio. LL/Agipro