ROMA - Via libera a Ferrara ai limiti orari per sale e apparecchi da gioco. Il Tar Emilia dice no al ricorso di una sala bingo e conferma la legittimità dell'ordinanza sindacale del 2016, con cui le attività di gaming sono state consentite per 9 ore e mezza al giorno (dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 21). «L'amministrazione ha realizzato un ragionevole contemperamento degli interessi economici degli imprenditori del settore con l'interesse pubblico a prevenire e contrastare i fenomeni di patologia sociale connessi al gioco compulsivo», si legge nella sentenza pubblicata oggi. Per i giudici è indubbio che «un'illimitata o incontrollata possibilità di accesso al gioco accresca il rischio di diffusione di fenomeni di dipendenza» e dunque risulta «acclarata l'adeguatezza e la proporzionalità» della misura. «Non si tratta di introduzione di una sorta di “proibizionismo”», sottolinea poi il Collegio, spiegando l'individuazione di limiti orari può aiutare ad arginare fenomeni di ludopatia. Inoltre, l'ordinanza di Ferrara «appare sorretta da un’adeguata istruttoria». Il Tar respinge anche la tesi secondo cui sulla regolamentazione delle sale sarebbe determinante l'accordo siglato in Conferenza Unificata tra Stato ed enti locali, che prevedeva un massimo di sei ore al giorno per i limiti orari. «Il nuovo regime è stato introdotto dal Sindaco prima che fosse approvata l’Intesa predetta», ricordano i giudici. Dunque, «non può ragionevolmente configurarsi una “totale paralisi” dell'attività amministrativa» in attesa che l'Intesa venga recepita da un apposito decreto del Mef. In definitiva «il Collegio ribadisce la necessità di contemperare gli obiettivi di tutela della salute con la tutela della libertà di iniziativa economica degli operatori».

LL/Agipro