ROMA - No alle sale scommesse troppo vicine ai luoghi sensibili come scuole e chiese. Il Tar Calabria respinge così il ricorso di un esercente della provincia di Cosenza, a cui la Questura aveva negato la licenza per l'apertura di un'agenzia a Corigliano-Rossano per il mancato rispetto del "distanziometro". In base alla legge regionale del 2018 sulla promozione della legalità, a rispettare la distanza minima di 500 metri devono essere gli apparecchi da gioco come le slot machine. Tuttavia, scrive il Tar nell'ordinanza di oggi, tale legge «non vieta ai Comuni, nel contesto delle loro competenze, di adottare una regolamentazione più restrittiva, che estenda il divieto anche alla raccolta delle scommesse», così come accaduto a Corigliano-Rossano. Per i giudici, dunque, il regolamento comunale non è in contrasto con la normativa regionale, «di cui piuttosto condivide la finalità di combattere la ludopatia». In attesa dell'udienza di merito che verrà svolta nei prossimi mesi, la sala non potrà quindi essere aperta. LL/Agipro